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Comune di Castiglione Messer Raimondo

I colori del Castellionum

Superficie: 30,69 km²
Abitanti: 2.342

Su un peculiare e stretto altipiano troviamo il borgo fortificato di Castellionum, in vetta fra il corso del fiume Fino e quello del torrente Pretonico, esso offre una briosa visuale dritta sul preponderante massiccio del Gran Sasso d’Italia e tutta la Valle del Fino.

Il fascino del paesaggio è velato dal caldo colore della pietra arenaria che riflette la luce solare conferendole un aspetto orientaleggiante, attraverso cui si sviluppa l’abitato attorno alla mole svettante della parrocchiale. Il fulcro del borgo è difatti la Chiesa di San Nicola di Bari che risale al tardo settecento su progetto dell’ingegnere napoletano Francesco Giordano e terminato il secolo successivo, di cui la vera peculiarità sta proprio nel sorgere in cima al colle sul luogo di un preesistente castello. Il nome Castiglione Messer Raimondo deriva proprio dal diminutivo di castellioonis, piccolo castello, mentre la dizione Messer Raimondo compare a partire dal 1532 con preciso riferimento a Raimondo Caldora del quale il Castello fu feudo.
Ma fascino e mistero del borgo proseguono di pari passo tra passaggi voltati, mensole ai lati delle finestre, architravi lignei che ci portano indietro nel tempo, sino all’affascinante e austera Chiesa di S. Lucia, che conserva una bellissima immagine devozionale della Santa raffigurata con gli occhi appesi ad una cordicella secondo un’iconografia insolita. Anche la “terra Castellioni” non potette desistere dall’essere mirabile feudo degli Acquaviva, Duchi di Atri, durante il lungo periodo di appartenenza al Regno di Napoli che si riflette non solo sulla storia degli avvenimenti ma anche e soprattutto nella cultura figurativa che a piccoli frammenti riesce tutt’oggi a farci rivivere piccoli sprazzi di nobile fervore.

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