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Comune di Roseto degli Abruzzi

La città delle rose

Abitanti: 25.487
Superficie: 53,27 km²

La splendida “città delle rose” trae le sue origini nell’atmosfera romantica del tardo ‘800, sviluppatasi sul lembo di costa costeggiato da palme calde acque dell’Adriatico. Ma se le sue radici sono da ricercarsi in tempi ben più lontani, in particolar modo nel sopraelevato borgo di Montepagano che un tempo ospitava ben ventotto chiese, il cui nome deriva dalla fusione di mons-montis e pagus, palese toponomastica che vede il primo insediamento come un “villaggio sul monte”.Roseto Degli Abruzzi Pur trattassi di un piccolo centro collinare che conta oggi sicuramente meno anime di un tempo, per via dello sviluppo urbanistico edilizio lungo la costa, offre ai visitatori uno spazio esclusivo dove percorrendo antiche vie, strade e scorci d’incanto, si può vivere e assaporare ancora l’ebbrezza e il fascino dell’antico, allietato nel periodo estivo da mescolanze di eventi tutti sapientemente a tema con la location: mostre d’arte itineranti, serate dedicate alla musica jazz all’aperto, e molto altro. In alcune stanze del vecchio Municipio di Montepagano è stato allestito il Museo della Cultura Materiale, a rievocare antiche tradizioni che vano man mano scomparendo e che qui si trattengono con massimo riserbo, a pochi passi dalla più convulsa costa adriatica.
Nel 1927 la sede comunale fu trasferita da Montepagano a Rosburgo (attuale Roseto) che, per l’occasione, cambiò ufficialmente il proprio nome in Roseto degli Abruzzi. Quest’ultima è una meta ad oggi molto ambita per via del suo elegante lungomare che richiama il brio e l’atmosfera gioiosa della più nota Miami!
L’elegante Villa Comunale, ospita ragguardevoli opere del pittore Pasquale Celommi (1851-1929), capostipite dei cosiddetti “Pittori della luce” in cui rientrano anche i suoi successori, oltre a dipinti di artisti locali dell’800 e ‘900. Mentre sempre troppo spesso dimenticati, sono i resti di un fastoso passato imperiale, tornati alla luce durante i lavori di scavo per il rifacimento della SS16. Si tratta di una villa romana tardo repubblicana, e vicino ad essa un piano pavimentale in mosaico finemente decorato richiamando il moto ondoso del mare, che poggia a sua volta su una preparazione di cocciopesto idraulico. Esso presenta un taglio al centro con una canaletta per lo scolo delle acque, che insieme al citato cocciopesto fanno ipotizzare ai resti di una struttura di epoca romana destinata al balneum di un edificio residenziale: impianti termali nati per iniziativa privata, contrapposti alle grandi terme pubbliche – thermae – disseminati solitamente nei quartieri più popolosi delle città romane, cui l’ingresso era permesso a volte anche agli esterni generando un vero e proprio profitto per il proprietario!
E così a distanza di più di duemila anni, l’antico balneum del litorale rosetano, rappresenta ancora meta ambita per un dolce bagno, una gradevole atmosfera di relax e wellness!

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