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Sulle dorate spiagge dell’Adriatico, per una linea di costa estesa e confortevole, prende vita l’Area Marina Protetta denominata “Torre del Cerrano” in virtù del fortilizio costruito per ostacolare e fronteggiare le sanguinose e devastatrici orde musulmane, un antico presidio dei duchi Acquaviva che funge da baluardo ancora oggi, ma questa volta sulla natura: con lo scopo di preservare una porzione di territorio ove trovano vita specie in via d’estinzione, tra lussureggianti pinete secolari, la duna e il mare. Nell’area retrostante si adagiano su fertili colline bagnate dalla brezza del mare, piccoli centri fortificati dalla natura stessa del terreno, autentici borghi che divengono veri e propri scrigni di arte e cultura soprattutto grazie all’avvento della nobile casata degli Acquaviva, circondandosi di un panorama mozzafiato che guarda alle sue spalle sul massiccio appenninico del Gran Sasso d’Italia. In questa zona intermedia non manca un’altra peculiarità territoriale d’eccellenza dettata dall’arido fenomeno erosivo dei calanchi che, alternandosi a fertili vigneti e coltivi, si stagliano verso il cielo come vere e proprie “sculture naturali”, rammentate da Dante Alighieri come “unghiate del diavolo” per via del loro aspetto così aspro e al contempo suggestivo, proteggendo un habitat faunistico e floristico a nome dell’istituzione della Riserva Naturale Regionale nonché Oasi WWF “Calanchi di Atri”.
L’Area pertanto, seppur circoscritta, si presenta estremamente variegata tanto che all’interno di ciascun piccolo borgo si trovano caratteristiche e tradizioni del tutto proprie.
Ognuno di questi nasce sin dai primordi come centro strategico nel periodo pre-romano (a partire dal X-XI secolo a.c.) con la divisione in tribù italiche dal forte spirito guerriero, che diedero il nome proprio all’attuale ITALIA con l’alleanza della potente Lega Italica. Questi piccoli presidi divennero successivamente un buon punto d’appoggio per i romani nella fase iniziale del loro ambizioso progetto di conquista del mondo, abbiamo di fatti una precoce alleanza sin dal III secolo a.c. ma questo, almeno nella fase iniziale, non influì affatto su usi, costumi e tradizioni ancor oggi ben radicate. Nel caso dell’antica Hatria (attuale Atri) circolava a quel tempo ancora una moneta propria di emissione locale siglata HAT – Hatria – IV secolo a.c., tra le prime forme monetali fuse in bronzo che conosciamo e custodite ad oggi nei musei più importanti del mondo.
Foto: Cattedrale di Santa Maria Assunta Atri (Te) – Resti di strutture romane e decorazioni a mosaico del I – II secolo d.c. sorte a loro volta su resti più antichi di epoca repubblicana del IV secolo a.c., fondendosi gradevolmente con l’edificio religioso medioevale (XIII secolo) e il ciclo pittorico rinascimentale opera di Andrea De Litio.

Dal castrum romano al fenomeno dell’incastellamento medievale, i borghi si celano in un coinvolgente viaggio nel tempo che questa volta vede protagonisti i Duchi Acquaviva, una delle sette casate più importanti dell’allora Regno di Napoli, a confine con l’altrettanto potente Stato della Chiesa.
Particolarmente ricche sono le manifestazioni artistiche commissionate dalla nobile casata, selezionando artisti di spicco per dare lustro e decoro alle città ed ai loro possedimenti, che ricalcavano esattamente gli antichi presidi pre-romani e romani in un territorio anticamente definito Ager Hatrianus, rappresentando un tassello fondamentale nel panorama nazionale, della storia tra tardo Medioevo e Rinascimento, sino all’Unità d’Italia.
Borghi antichi, torri di avvistamento, cittadelle arroccate o disseminate sulla spiaggia, conservano ancora l’antico assetto socio-economico e l’affascinante storia dell’insediamento umano, dando la possibilità oggi di poter ripercorrere vie, sentieri, antichi scorci di paesaggio e rivivere tutta la bellezza d’un tempo, unitamente a feste tradizionali ed enogastronomia che rendono il territorio unico e allo stesso tempo tanto variegato con una forte vocazione all’ospitalità!

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