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Comune di Pineto

L’eco della natura… la storia che prende vita

Abitanti: 14802
Superficie: 38,11 Km2

Nota stazione balneare per via della più volte confermata qualità delle acque blu,essa prende vita dal lungo, dolce e sinuoso litorale adriatico, ove un tempo vi erano solo dune interrotte dal naturale deflusso dei torrenti e del mare con una splendida vegetazione che rimane invidiabile tutt’oggi. comune-di-pineto-1

“Innamorato del mio mare sul quale sono nato ed ho vissuto la mia infanzia, ho sognato e sogno per la terra da essa lambita e che porta i nomi dei miei avi  (Villa Filiani) un avvenire di bellezza e di vita . Il sogno è in parte raggiunto ed amo sperare che le avversità degli uomini e delle cose non distruggano  un così modesto ma sincero e caro ideale “.
L. C. Filiani

Corridoio Verde dell’Adriatico

Il Corridoio Verde Adriatico o Ciclovia Adriatica, attraversa al momento 7 Regioni: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia costeggiando il Mar Adriatico.
Un  percorso che coincide con il ramo n. 6 della grande rete ciclabile nazionale – BicItalia –  proposta dalla FIAB, la >Federazione italiana amici della bicicletta, in parte in fase di progetto e in parte già realizzata, che si integra con la più ampia Rete Ciclabile Europea denominata EuroVelo.
In questa porzione di territorio, la ciclabile attraversa pinete secolari, fiancheggiate da dune generate dal vento e dalla risacca del mare, ove trovano vita specie in via di estinzione, attratte da una ricca varietà di essenze vegetali che vi offrono riparo e sostentamento di vitale importanza.
In questo contesto nel 2010 fu istituita l’Area Marina Protetta “Torre del Cerrano”, completando un panorama di tutela e conservazione dell’ambiente, perfettamente in linea con un tipo di turismo sostenibile di cui recentemente si è riserbato un posizionamento sulla cosiddetta “Carta Europea per il Turismo Sostenibile”.

Per Approfondimentosull’Amp Torre del Cerrano

Mutignano

Mutignano costituisce il nucleo antico dell’odierna Pineto. Come tutte le aree sorte in tempi più recenti lungo il litorale adriatico dalla gemmazione delle grandi ville nobiliari, la strada consolare in seguito S.S. Adriatica, e la Stazione ferroviaria, è invece nella fascia collinare prospiciente la costa che va ricercata l’anima antica del territorio. Come per Silvi il borgo di Silvi Alta, per Roseto quello di Montepagano, per Pineto vi è l’antica Mutini Fanum. Tutti questi centri nati come piccoli presidi della retrostante forte e potente Hatria, trovarono nel tempo una propria identità locale.
In questi suggestivi luoghi d’altura abitati sin dall’epoca preromana, l’uomo trovava il suo habitat poiché protetto dalla natura stessa del suolo al sentore delle invasioni in arrivo, garantendosi al contempo sostentamento grazie alla fertilità dei suoli e la forte biodiversità, caratteristiche univoche di un territorio bagnato tanto dalla brezza del mare quanto dalle fredde sorgenti di fiumi dei monti alle spalle.
L’odierno nome Mutignano deriverebbe  proprio da quel Priapo Silvestre, dio degli orti e dell’agricoltura, che da alcuni studiosi è stato interpretato anche secondo l’unione Mutini Janus in onore anche del Giano bifronte, che sappiamo altra divinità predetta all’agricoltura. Il tessuto urbano attuale è ancora fortemente caratterizzato da un’edilizia di forte impronta medievale, tra cui spicca in modo inequivocabile, la Chiesa principale dedicata a San Silvestro Papa. L’emergenza architettonica che balza subito alla vista, è sicuramente la sua torre campanaria, costruita secondo la tipologia del Westwerk (tedesco – opera occidentale) ossia un corpo esterno tipico delle chiese carolingie, formato da un nucleo centrale a più piani addossato agli edifici religiosi del Sacro Romano Impero, come spazio esclusivo riservato all’imperatore e alla sua famiglia, dotato dunque di un ingresso autonomo e di tribune che si affacciavano lungo la navata centrale per seguire le celebrazioni liturgiche. Questa costruzione, con muratura a scala e feritoia, ne indica anche la funzione difensiva in caso di pericolo e attacchi esterni. A rievocare le storie di San Silvestro Papa, vi fu il pittore Andrea De Litio, conosciuto per il celebre ciclo con le Storie di Maria presente nella Cattedrale di Santa Maria in Assunta in Atri, e che in Mutignano vi lavorò sempre sulla stessa nobile ed accorta committenza degli Acquaviva Duchi di Atri,  cui il territorio apparteneva. Non mancano altre peculiarità come la Chiesa di Santa Maria della Consolazione, con pianta croce greca tipica delle chiese orientali bizantine dell’impero, il cui fervore religioso dei fedeli che vi si recavano, spinsero il Duca Andrea Matteo Acquaviva di Atri, a far eseguire la pregevole Croce astile cesellata e niellata da Nicola Gallucci detto di Guardiagrele nella metà del ‘400, ora conservata nella sagrestia della Chiesa di S.  Silvestro insieme al mirabile dipinto raffigurante la Madonna con il Bambino, copia della Madonna Bridgewaterdi Raffaello.
Tra storia e cultura, caratteristici scorci e ramificazioni, a cingere ed esaltare il borgo vi sono i suggestivi “calanchi”. Un fenomeno erosivo del terreno argilloso di origine plio-pleistocenica ove due milioni di anni fa vi erano i fondali marini, e ad oggi nudi, spogli e ricchi di fossili, caratterizzano il paesaggio in maniera incisiva, a cingere l’area in un’atmosfera meramente unica nella sua essenziale e solenne semplicità!

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