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Comune di Canzano

L’antica Canzane

Abitanti: 1961
Superficie: 16,74 Km2

Su un ridente colle che separa il fiume Tordino dal fluente Vomano, sorge l’antico borgo abruzzese di Canzanë. Frequentata dall’uomo sin dai primordi, come mostrano punte di frecce in selce utilizzate per la caccia dall’uomo della preistoria, che costruiva sapientemente i suoi villaggi vicino ai floridi percorsi fluviali, l’area ha una continuità di vita lunga, che si protrae sino ad oggi, passando per i popoli italici dei pretuzi, successivamente i romani, sino a diventare possente feudo della nota famiglia Acquaviva, Duchi di Atri. Madonna dell'AlnoTracce di quest’ultima fase rimangono indelebili nell’austero torrione del XV secolo che, assieme a possenti cinta murarie stringono il borgo elevandolo ancor più in alto. Il centro devozionale del borgo si concentra invece nel luogo ove vi fu l’apparizione mariana, nel maggio del 1480, avvenuta agli occhi di un contadino, Giovanni Floro, sulla sommità di un alno, e così si volle edificare una Chiesa proprio intitolata alla Madonna dell’Alno.
Un borgo ricco di suggestioni immerso nella verde natura cinta dal puro respiro dei monti, ove si sono susseguite nobili e importanti famiglie come i baroni De Sanctis, i marchersi vitelleschi di Rieti, personaggi che hanno impresso la loro memoria all’interno di un’altra blasonata Chiesa, questa volta intitolata al S. Salvatore.
La Chiesa di San Salvatore si erge a poca distanza dal centro storico, e rappresenta un vero e proprio gioiellino di epoca romanica racchiudendo gelosamente al suo interno affreschi databili al ‘300, che gli Storici dell’Arte sono ormai concordi nell’attribuzione al Maestro di Offida. Quest’ultimo è così chiamato poiché il suo ciclo più importante si trova ad Offida, nelle Marche, ma un alone di mistero si avvolge intorno a questa figura, che opera nella metà del trecento tra Marche e Abruzzo ma non se ne conosce il vero nome, recentemente lo si tende ad identificare con un certo Luca d’Atri. Certo è che opere del Maestro sono state ravvisate anche nella Cattedrale di Atri, lungo le navate e sotto la cripta, e in moltissime chiese tra l’Abruzzo e le Marche.
Non si può conoscere la vera essenza del borgo di Canzano senza aver assaporato il famoso “tacchino alla Canzanese”, un brodo che una volta freddo diveniva gustosa gelatina esaltando tutto il sapore del tacchino, di cui se ne selezionava solo la femmina, dalla carne più tenera e saporita. La buonissima pietanza sbarcata sulla luna con Neil Armstrong, il primo uomo che mise piede sul satellite della terra!

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